• Dott. Davide Bregoli

Cosa ti succederebbe se la tua tristezza scomparisse?


Solitamente quando una persona a noi vicina la vediamo che ha un umore triste per tanti giorni, si tende a considerare questa persona come depressa. Tuttavia, la depressione non interessa solamente l’umore, ma può avere dei sintomi fisici e anche i comportamentali.

I dati statistici indicano che la depressione è un disturbo diffuso tra la popolazione generale: infatti sembra che ne soffra dal 10% al 15% della popolazione, con una frequenza maggiore tra le donne. Inoltre, la depressione è associata ad una elevata mortalità: fino al 15% degli individui con depressione grave muore per suicidio, anche se la maggior parte delle persone depresse non arrivano ad avere ideazioni suicidarie o sintomi particolarmente gravi, ma si lamentano di sintomi che spesso non vengono neanche associati facilmente alla depressione stessa (come per esempio la stanchezza cronica, malesseri fisici, apatia, astenia, calo del desiderio sessuale, irritabilità, ecc.).

Il disturbo depressivo può esordire ad ogni età, anche se l’età media di esordio è intorno ai 25 anni. Anche la tipologia di episodi depressivi varia da persona a persona: alcune persone hanno episodi di depressione isolati seguiti da molti anni senza sintomi, mentre altri individui hanno gruppi di episodi e altri ancora hanno episodi sempre più frequenti con l’aumentare dell’età.


Le cause

In generale le cause della depressione possono essere riassunte in tre fattori:

  1. Fattori biologici: si riferiscono alle alterazioni a livello di neurotrasmettitori, ormoni e nel sistema immunitario (ad esempio, alterazioni nella regolazione dei neurotrasmettitori quali noradrenalina e serotonina che se vengono alterati la trasmissione degli impulsi nervosi possono incidere sull’iniziativa del soggetto, sul sonno, sul rimuginio e nelle interazioni con gli altri);

  2. Fattori psicologici e sociali: gli eventi di vita stressanti sono stati ben riconosciuti come fattori precipitanti gli episodi depressivi. Tra questi vi possono essere lutti, conflitti interpersonali e familiari, malattie fisiche, cambiamenti di vita, essere vittima di un reato, separazioni coniugali e dai figli. Tra questi eventi possiamo trovare anche cambiamenti nelle condizioni lavorative o l’inizio di un nuovo tipo di lavoro, la malattia di una persona cara, gravi conflitti familiari, cambiamenti nel giro di amicizie, cambiamenti di città, ecc. Questi eventi possono essere maggiormente impattanti in persone che hanno avuto esperienze infantili avverse e che mancano quindi di abilità per affrontarli efficacemente;

  3. Fattori genetici e fisiologici: i familiari di primo grado di individui con depressione hanno un rischio di sviluppare il disturbo da due a quattro volte maggiore rispetto alla popolazione generale. Ad essere ereditata geneticamente è la predisposizione a sviluppare il disturbo non il disturbo vero e proprio.


I sintomi

Come detto precedentemente, i sintomi con cui la depressione si manifesta possono essere diversi a seconda della gravità, della forma depressiva e dalle caratteristiche della persona. Ad ogni modo, i sintomi della depressione possono essere così raggruppati:

  • sintomi cognitivi: difficoltà di concentrazione, indecisione nel prendere anche piccole scelte, difficoltà di memoria, tendenza ad incolparsi e svalutarsi, tendenza a pensare sempre in negativo, continuare a pensare in modo insistente sui piccoli errori commessi;

  • sintomi affettivi: persistente ed accentuato umore basso e triste, perdita di piacere nel svolgere hobby o attività che prima erano piacevoli, ritiro sociale, diminuzione del desiderio sessuale;

  • sintomi comportamentali: elevata affaticabilità per cui la persona si sente spossata e stanca anche in assenza di attività motoria, aumento o diminuzione dell’appetito, aumento o diminuzione del sonno, rallentamento motorio o marcata agitazione;

  • sintomi fisici: mal di testa, palpitazioni o tachicardia, dolori muscolari, alle ossa, alle articolazioni e/o addominali, sensazione di avere la testa confusa o vuota, disturbi gastrointestinali.

La depressione spesso può associarsi a stati d'ansia e, nei casi più gravi, a pensieri suicidi o autolesionisti.


Trattamento

Il trattamento della depressione dipende da diversi fattori, dalla forma depressiva che colpisce la persona e dalla sua gravità. Inoltre, la terapia che il medico decide di mettere in atto può essere variata anche in funzione della risposta della persona allo stesso trattamento. Ad ogni modo, possiamo affermare che, normalmente, la cura della depressione prevede una terapia di combinazione che associa un trattamento farmacologico ad un trattamento psicoterapico.

La terapia cognitivo-comportamentale si è dimostrata molto efficace per la cura della depressione, in quanto è centrata sul presente (sui sintomi della depressione) e tende a produrre soluzioni per i problemi presentati. Infatti la terapia cognitivo-comportamentale da un lato si cerca di modificare i pensieri negativi che possono sostenere la depressione (ad esempio le persone che ne soffrono tendono ad avere un ipercriticismo verso se stessi, tendono ad accusarsi oltre ogni evidenza, tendono a notare maggiormente gli eventi negativi nelle situazioni quotidiane), dall’altro lato si aiutano le persone a costruire migliori abilità per affrontare le difficoltà quotidiane, che probabilmente hanno portato la persona ad essere depressa (ad esempio, si può insegnare alla persona modalità comunicative più efficaci o strategie per risolvere i problemi nei quali si trova coinvolto).

Pertanto, la terapia cognitivo comportamentale invita la persona a riprendere gradualmente le attività che sono state abbandonate, magari cominciando da quelle più piacevoli, a sviluppare comportamenti più funzionali per risolvere i propri problemi ed a pensare in modo più equilibrato e razionale.

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