• Dott. Davide Bregoli

L'​Ansia è sempre nemica nell'attività sportiva?

Aggiornato il: 1 lug 2020

Spesso, durante le competizioni sportive a cui partecipo, sento molti atleti parlare con il proprio coach dire “Non ho potuto dare il massimo perché ho avuto l’ansia!” oppure “Mi è venuta l’ansia e ho perso lucidità!”.

Ma veramente l’ansia è così negativa?


Innanzitutto, bisogna capire cos’è l’ansia. L’ansia è uno stato emotivo temporaneo, non per forza negativo, che porta il soggetto a sensazioni fisiche e psichiche tipiche, come: l'affanno, l'agitazione, paura e preoccupazione. L’ansia può essere suddivisa in due tipologie:


  • ansia positiva (eustress): attivazione fisiologica del nostro organismo necessaria per la prestazione. Questa risposta positiva può dipendere dai propri sentimenti attuali, dalla desiderabilità, dal luogo in cui ci si trova, e dalla tempistica del fattore di stress. 


  • ansia negativa (distress): influisce negativamente sulla prestazione. È uno stato avversivo in cui una persona non è in grado di adattarsi completamente ai fattori di stress e lo stress conseguente e mostra comportamenti disadattivi. 


Spesso l’ansia viene attivata anche dalla motivazione, emozioni e pensieri che l’atleta sta vivendo durante la competizione in quanto:


  • se l’atleta percepisce che il livello della competizione sia troppo alto, scatterà l’ansia negativa (distress);


  • se l’atleta percepisce che il livello della competizione sia troppo basso, potrà provare noia o apatia.


Pertanto, la massima performance atletica la si ottiene quando lo sportivo entra nella Peak Experience, detta anche “Stato di Flow”, ovvero quando si ha la massima performance atletica e l’atleta prova la Sensazione di essere nel flusso, un tutt’uno con quello che si sta facendo.

Come posso allenare il mio “Stato di Flow”?


Il compito dello Psicologo dello Sport è quello di capire quali sono le condizioni che determinano quella esperienza di prestazione ideale e quali, invece, la impediscono. Lo stato di Flow viene allenato tramite il Mental Training impiegando tecniche immaginative e tecniche di rilassamento (fisico e mentale) con lo scopo di:


  1. ridurre l’ansia per aumentare la prestazione;

  2. aumentare motivazione, fiducia e ottimismo; 

  3. controllo della situazione;

  4. gestione dei pensieri negativi;

  5. focus sulla prestazione aumentando l’attenzione e la concentrazione.


Ovviamente l’allenamento mentale non serve a vincere una competizione, ma ad aiutare l’atleta a stare meglio nella prestazione sportiva, a scendere in campo allenato nel fisico e nella mente.

Bibliografia



  • Brugnoli M. P., “Tecniche di Mental Training nello sport: Vincere la tensione, aumentare la concentrazione e la performance agonistica”, Edizioni Red!



  • Penati V., (2015), “Tecniche mentali per il potenziamento della prestazione sportiva”, Edizioni FS. 




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